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Sierra Club - Arctic National Wildlife Refuge
IntroduzioneIl motto del Sierra Club è "Explore, Enjoy, and Protect the Planet" (Esplora, vivi e proteggi il pianeta). In qualità di più antica ed estesa organizzazione ambientale costituita da una comunità in America, abbiamo guidato o contribuito a quasi tutte le principali campagne di tutela del Paese. Attualmente siamo impegnati nella ricerca di soluzioni energetiche intelligenti e stili di vita ecocompatibili come mezzi per rallentare il processo di surriscaldamento del globo.Google Earth è stato uno dei più apprezzati espositori presenti al Sierra Summit, il congresso nazionale del Club svoltosi presso il Moscone Center di San Francisco nel settembre del 2005. Poiché l'evento ha avuto luogo poco dopo la devastazione delle coste del Golfo del Messico da parte dell'uragano Katrina, l'interesse nei confronti della geografia di quest'area era notevole. I partecipanti sono rimasti sbalorditi nel guardare le immagini di New Orleans "prima e dopo" e nell'ascoltare le storie raccontate dai soccorritori, che hanno utilizzato Google Earth per individuare alcune delle persone bloccate dall'inondazione. Durante il Sierra Summit, i membri del team web hanno ricevuto un tour guidato del programma, che includeva la presentazione di Rebecca Moore incentrata su una proposta di disboscamento riguardante i Monti Santa Cruz. È risultato immediatamente evidente che Google Earth può essere utilizzato come efficace strumento per consentire alle organizzazioni ambientaliste di evidenziare le problematiche connesse alla tutela degli habitat e del territorio. Ormai da molto tempo la salvaguardia dell'Arctic National Wildlife Refuge è una delle principali priorità del Club e, con il Congresso che allora minacciava di autorizzare l'estrazione di gas e petrolio in quest'area (le forze politiche favorevoli al progetto tentavano di includere in un disegno di legge per la difesa i potenziali profitti derivanti dalle trivellazioni nell'ANWR), Google Earth ci è sembrato il mezzo ideale per mostrare, e non solo raccontare, al grande pubblico ciò che era in gioco in questo remoto angolo di mondo. Come Pat Joseph, attuale responsabile delle notizie di attualità del Club, ha dichiarato successivamente al National Geographic News: "È semplice: vedere per credere".
Implementazione del nostro KMLIl team del progetto era composto da tre persone: Mike Papciak, Adrian Cotter e Pat Joseph. Adrian era il membro principale, essendosi occupato della raccolta dei dati, delle immagini e del codice necessari per creare il file KML. Pat ha contribuito con la ricerca e la stesura dei testi che corredavano le mappe. Mike ha gestito il progetto e ha realizzato la pagina iniziale nel nostro sito, dove i visitatori potevano eseguire il download del file KML.I dati sono stati ricavati da fonti pubbliche: US Fish and Wildlife Service, US Geological Survey, Alaska Department of Natural Resources e Alaska Center for the Environment. La maggior parte dei contenuti del file KML è stata generata direttamente da Google Earth. Tuttavia, per i dati relativi ai pozzi petroliferi abbiamo utilizzato Excel ed espressioni regolari in HomeSite, in modo da convertire un insieme di dati delimitati da tabulazione in un file KML corretto. Poiché alcuni dei dati tratti dal Fish and Wildlife Service erano più complessi del necessario (o poco comprensibili per la maggior parte degli utenti), ci siamo limitati a tracciare i confini originali utilizzando lo strumento percorso di Google Earth, in modo da creare un set di dati più semplice. La mappa raffigura l'area del North Slope in Alaska e indica le linee di confine dell'Arctic National Wildlife Refuge, evidenziando l'Area 1002, ovvero la pianura costiera contesa dagli interessi petroliferi. La disputa coinvolge anche la National Petroleum Reserve e i giacimenti petroliferi attivi nei dintorni della baia di Prudhoe. La mappa include inoltre Inupiat, Gwich'in e altri insediamenti umani e segnala le rotte migratorie delle mandrie di caribù porcospino e di altri animali selvatici della regione. Infine, siamo riusciti a tracciare il percorso dell'oleodotto transalaskano e a individuare le migliaia di pozzi attivi nell'intero stato dell'Alaska e nell'area del North Slope in particolare. L'intento è dimostrare che l'ANWR non è una "inezia priva di valore", come sostiene la lobby del petrolio, e che la maggior parte del North Slope è già pesantemente sfruttata. Stiamo semplicemente tentando di salvare l'ultimo 5% di terra incontaminata. Anche Google Maps si è rivelato estremamente utile. Abbiamo tratto la maggior parte dei dati dal file KMZ e l'abbiamo convertita in una versione per Google Maps. Abbiamo ulteriormente semplificato alcuni dei dati, tralasciando alcune delle fonti più pesanti. Uno dei vantaggi offerti da Google Maps è che agevola la creazione di uno script dell'esperienza e la relativa contestualizzazione. Naturalmente, per effettuare questa operazione è necessario conoscere JavaScript. La sfida principale che abbiamo dovuto affrontare è stato il reperimento di dati appropriati, disponibili nel formato giusto e utilizzabili da un punto di vista legale. Per la ricerca di fonti di dati pubbliche abbiamo ricevuto un considerevole aiuto dall'Alaska Center for the Environment (il progetto è stato completato all'inizio del 2006. Siamo consapevoli del fatto che attualmente le fonti di informazioni sono molto più numerose). Un'altra sfida è stata l'individuazione di un metodo adeguato per presentare agli utenti alcune indicazioni in grado di guidarli attraverso il file. Questo prevedeva soprattutto la creazione di elementi grafici da posizionare nella mappa. Una volta stabilito cosa è possibile, o non è possibile, fare, risulta molto più semplice scrivere la storia che desideriamo raccontare e reperire le immagini adatte prima ancora di aver aperto il programma, oltre che gestire eventuali modifiche e la preparazione preliminare del materiale.
Presentazione, pubblicizzazione e impattoIl KML è stato pubblicato sul nostro sito web, ed è stato pubblicizzato con una conferenza stampa e sui nostri blog, Taking the Initiative e Compass, oltre che nella bacheca elettronica (o BBS) della Community di Google Earth. È stato inoltre citato in un articolo del Sierra Magazine (autunno 2007) dedicato a Google Earth come strumento di rilevamento che tutti gli ambientalisti della comunità, e non solo gli esperti GIS, possono utilizzare per ottenere risultati eccellenti.L'impatto della nostra mappa ANWR è difficile da valutare, ma sappiamo con certezza che varie proposte di aprire il rifugio alla trivellazione sono state respinte e che questo rimane un territorio off-limits per l'estrazione di gas e petrolio. Il nostro KML ha in qualche modo contribuito a ottenere questo risultato? Come dichiarato da Eric Antebi, all'epoca nostro segretario stampa nazionale, a un giornalista del San Francisco Chronicle, "Se il nostro KML ha anche solo in minima parte ispirato le 5.000 persone che lo hanno consultato a discutere del problema con i propri rappresentanti eletti, chi può dire che non abbia contribuito alla nostra causa?"
Consigli e suggerimentiCercate di immaginare cosa è possibile ottenere con questo strumento e acquisite dimestichezza con l'interfaccia prima di iniziare.Dopo aver compreso il funzionamento di Google Earth, pensate alla storia che intendete raccontare e alla relativa sequenza cronologica. Prevede il confronto di un'area con un'altra (foresta vergine rispetto a zona disboscata)? Si tratta di una serie di elementi collegati tra loro da un fattore comune (luoghi che qualcuno ha visitato)? Descrive qualcosa che è accaduto nel tempo (in questo caso è possibile utilizzare lo strumento per la sequenza temporale)? Cosa vorreste mostrare all'inizio? Come intendete guidare gli utenti attraverso la storia? È consigliabile preparare in anticipo una considerevole quantità di materiale. Esiste inoltre una notevole differenza tra presentare le informazioni agli utenti e aspettarsi che questi le guardino di persona. Nel primo caso, è consigliabile che il contesto e le eventuali spiegazioni siano forniti verbalmente o con altri mezzi. Poiché si tratta essenzialmente di un'esperienza online, la storia deve possedere una propria autonomia.
Considerazioni finaliRiteniamo che il file KMZ dedicato ai pozzi di petrolio esistenti abbia il maggiore impatto. Offre infatti una visualizzazione grafica immediatamente comprensibile dell'enorme numero di pozzi già operativi in Alaska. È estremamente esplicativa anche l'immagine dell'esigua quantità di terra racchiusa dall'ANWR che stiamo cercando di salvaguardare dalle trivellazioni. La domanda implicita nella mappa è: "Guardate quanto spazio è già stato sacrificato al petrolio: non è proprio possibile rinunciare a questo angolo di terra?"
LinkNel nostro sito:http://www.sierraclub.org/maps/arctic/arctic.kmz http://www.sierraclub.org/arctic/maps/ http://www.sierraclub.org/compass/2006/01/atlas-flexed.asp Nei mezzi di comunicazione: GREEN Eyes in the Sky Desktop satellite tools are changing the way environmentalists work ("Occhi VERDI al cielo: gli strumenti satellitari per computer desktop stanno cambiando il modo in cui operano gli ambientalisti") San Francisco Chronicle Di Gregory Dicum Senate blocks oil drilling push for Arctic refuge ("Il Senato blocca il piano di estrazione petrolifera nell'Arctic Refuge") San Francisco Chronicle Di Zachary Coile Satellite-Photo Atlas Uses Digital Globe to Show Eco Damage ("L'atlante delle foto satellitari utilizza un mappamondo digitale per mostrare i danni ecologici") National Geograhic News Di Joab Jackson
AutoriPat Joseph, autore/redattoreMike Papciak, responsabile del sito web e webmaster Adrian Cotter, Senior webmaster
Contattiemail: webmaster@sierraclub.org |
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